La cripta di San Geminiano
Situata proprio dietro l’altare maggiore, scesi pochi gradini, ecco la cripta del Duomo; un luogo particolarmente caro a tutti i modenesi. E’ dal 30 aprile del 1106 che in questo luogo riposano le sacre spoglie di San Geminiano, il santo patrono considerato il vero simbolo di Modena.
La cripta è una vera e propria chiesa sotterranea a nove navate rimasta inalterata dal momento della sua costruzione avvenuta tra il 1099 e il 1106; solo la parte con il sepolcro del Santo ha avuto modifiche nel 1700. Il soffitto è a volte, sorretto da 32 colonne sormontate da capitelli in stile romanico-bizantino, tutti differenti per forma e dimensioni, realizzati in parte dallo scultore Wiligelmo e dalla sua scuola. In essi sono rappresentati tanti simbolismi medievali come foglie, intrecci a canestro, leoni, animali fantastici, e storie della cristianità.
Nella cripta, sul lato destro, si trova un gruppo di terracotta dipinta ad opera di Guido Mazzoni eseguito nel 1480 che rappresenta la Sacra Famiglia a grandezza naturale. Tale opera è chiamata Madonna della pappa, perché si può notare che una delle figure presenti soffia su una ciotola che contiene la pappa per il divin bambino.
Spostandoci al centro ecco un piccolo altare e proprio dietro è collocato il sarcofago di marmo scavato, sostenuto da cinque piccole colonnine romaniche, ove riposa il corpo del Santo. Geminiano, vescovo di Modena, morì il 31 gennaio 397 e venne deposto proprio in questo sarcofago con gli oggetti a lui più cari ovvero il pallio e un piccolo altare portatile di pietra dove celebrava l’Eucarestia nei suoi viaggi. Alla riapertura del sarcofago avvenuta nel 1106 alla presenza di Papa Pasquale II e della contessa Matilde di Canossa, quest’ultima prelevò la Sacra pietra e la fece impreziosire con fine opera di cesello. L’Altarolo di Modena è l’unico esemplare che sia rimasto in Italia ed è custodito nel vicino Museo, attiguo alla Cattedrale.
Il 31 gennaio di ogni anno, festa del Patrono, la lapide di copertura della tomba viene rimossa per la tradizionale devozione delle povere spoglie del Santo di tutti i modenesi, da sempre molto legati alla sua figura ed alla sua protezione.





