La porta del lambrusco

Il grappolo gigante di Lambrusco

Da sempre Modena è strettamente legata al vino Lambrusco; un binomio così forte a tal punto che, in antiche cartoline, la sua nera bottiglia è affiancata alla tanto amata torre Ghirlandina, l’altro simbolo dei modenesi.
Proprio per questo il Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi , nella sua attività di tutela e promozione, ha proposto e ideato, con la collaborazione della Camera di Commercio di Modena, una splendida opera artistica, simbolo di questo legame indissolubile.
Progettata e realizzata dall’artista modenese Erio Carnevali, l’opera è di notevole impatto e rappresenta un grande grappolo di uva lambrusco, con leggera inclinazione, alto dodici metri e largo all’incirca sei metri nella parte superiore. Sistemata in uno dei principali punti di accesso alla città, al centro della rotatoria tra via Vignolese e strada Nuova Estense, l’opera si compone di ben 240 acini di vetro soffiato prodotti da abili artigiani di Murano, tutti di diverso diametro e forma, completano la creazione le grandi foglie di rame, di varie dimensioni,  che ricordano le tinte dell’autunno nella campagna modenese. I colori degli acini rispecchiano la naturalezza dell’uva ma propongono anche trasparenze che, in particolari momenti della giornata, assumono sfumature e riflessi tali che rendono tutta l’opera leggera e carica di emozioni.
Un grande grappolo per ricordare un vino unico al mondo che sta ottenendo enorme successo e per valorizzare un territorio e i suoi abitanti fortemente legati alle proprie tradizioni e ai suoi prodotti di eccellenza; questa è la Terra del Lambrusco!

La fotografia è stata messa a disposizione dal Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi

Monumento al tortellino

Il monumento del tortellino a Castelfranco

Situata ai confini delle province di Modena e Bologna, sulla antica strada romana via Emilia, Castelfranco Emilia è considerata la culla del celebre tortellino tradizionale.

Proprio a Castelfranco, la leggenda racconta che un bel giorno, in una locanda del paese, giunse una splendida dama, di passaggio in queste terre. Il curioso proprietario, incantato da tanta bellezza, spiò la giovane donna dal buco della serratura e rimase profondamente colpito… dalla sensualità del suo ombelico.
Quando arrivò il momento di preparare la cena, l’abile oste creò, con pasta sfoglia e ripieno di carne, una nuova prelibatezza, ispirandosi proprio a quel nobile e sacrilego ombelico; nacque così il tortellino.

Ogni anno nella seconda settimana di settembre a Castelfranco Emilia si svolge la festa del patrono San Nicola abbinata alla Sagra del Tortellino.
Durante queste giornate, accanto alle manifestazioni religiose, nelle piazze del paese, in grandi pentoloni contenenti rigoroso brodo di manzo e cappone, cuociono enormi quantità di tortellini fatti con amore dalle donne del paese e serviti ancora fumanti ai visitatori contenti. A conclusione della festa  la rievocazione storica che ricorda l’episodio che diede origine al tortellino con l’elezione di un oste e di una dama che idealmente diventano i custodi di questa tradizione culinaria fino all’anno successivo.

Dal 2006, nella centrale piazza Aldo Moro è stato eretto un monumento al tortellino tradizionale realizzato dallo scultore Giovanni Ferrari. Si tratta della rappresentazione scenica della famosa leggenda celebrata anche dal poeta Alessandro Tassoni e da Giuseppe Ceri.