Il castello di Formigine

Il castello di Formigine

Le prime notizie certe del castello di Formigine sono quelle riportate dallo scrittore Ludovico Antonio Muratori nella “ Raccolta degli Storici Italiani “,  in cui narra che il Comune di Modena, per presidiare il confine con Reggio Emilia, nel 1201 costruisce a Formigine un castello a protezione del territorio. Proprio per la sua posizione geografica,  Formigine era un importante crocevia di risorse idriche, con una fitta rete di canali che permettevano il collegamento tra il fiume Secchia e la città di Modena.
Probabilmente però già agli inizi del medioevo esisteva una struttura fortificata situata in un luogo diverso e di cui si sono perse le tracce. Recenti scavi hanno messo in luce che, dove ora sorge la maestosa rocca, nel X secolo si trovava una piccola e antichissima pieve dedicata a San Bartolomeo con annesso cimitero, testimonianza dell’ insediamento di una comunità formiginese.
Con l’arrivo della casata degli Adelardi e di Azzo da Castello,  la struttura originaria duecentesca del castello venne modificata. Un ulteriore cambiamento si ebbe, nel Quattrocento, durante il dominio dei Pico trasformando definitivamente il castello dalla sua funzione militare a dimora nobile, come ora ci appare nella sua bellezza. Entrati dal sempre suggestivo ponte ex- levatoio è possibile ammirare, accanto alla antica rocchetta medievale, il palazzo marchionale, che fu dimora dei signori di Carpi e la torre dell’orologio, ex sede pubblica del governo. All’interno della cinta muraria si può ammirare un grande parco. Con la morte, nel 1599, dell’ultimo erede di casa Pio, il castello passò alla famiglia d’Este, che lo cedette nel 1648 al marchese Calcagnini , un funzionario ducale. Con le vicende napoleoniche il castello venne requisito nel 1796 dal Demanio Pubblico e solo nel 1811 venne restituito al marchese Calcagnini ad eccezione della torre dell’orologio, della rocchetta e delle prigioni che rimasero comunali. Nella prima metà del Novecento il castello rimase abitazione estiva dei marchesi Calcagnini poi dei loro eredi i conti Gentili. Nell’aprile del 1945 durante un bombardamento crollò la volta del sotterraneo della torre dell’orologio, adibito a rifugio antiaereo, morirono venti persone tra cui i proprietari; rimase miracolosamente illesa la loro figlia di quattro mesi Maria Alessandra, rimasta ancora oggi l’ultima discendente vivente dell’antichissimo casato Calcagnini d’Este. Nell’immediato dopoguerra l’Amministrazione comunale ha acquisito l’intero complesso adattandolo inizialmente a sede municipale. In seguito al trasferimento degli uffici pubblici in altra sede è stato possibile un attento e lungo restauro di recupero e valorizzazione della storica struttura.

Attualmente il castello di Formigine è ritornato all’antico splendore; è sede di un museo e Centro di documentazione e da diversi anni ospita eventi culturali prestigiosi utilizzando anche il suo magnifico parco secolare.

 

La Rocca di Vignola

La rocca di Vignola

 

Da sempre simbolo della città di Vignola, la Rocca è uno degli esempi meglio conservati di fortificazioni medievali nella provincia modenese ed emiliana in genere.
La stessa storia di Vignola procede di pari passo con l’evoluzione della Rocca situata sulle rive del fiume Panaro. Pur non conoscendo con precisione il suo anno di fondazione, le sue origini sembrano iniziare a ben prima dell’anno Mille grazie alla potente Abbazia di Nonantola che amministrava questi terreni e che costruì un primo insediamento militare a protezione dei propri interessi. Nel 945 Vignola fu assediata dal re Ugo di Provenza che però non riuscì a conquistare la Rocca, che già da allora si distinse per la solidità della sua struttura.
Negli anni successivi presso la Rocca di Vignola  soggiornarono re Lotario e la contessa Matilde di Canossa, entrambi personaggi di riferimento del periodo medievale, a testimonianza del grande valore politico-militare raggiunto nel tempo dal castello. Nel corso dei secoli Vignola fu sempre al centro di conflitti data la sua invidiata posizione geografica tra la valle del Panaro e la via Claudia, strada che comunicava Bologna con la Toscana. Fino ai primi anni del Quattrocento la Rocca svolse solo funzioni militari a salvaguardia dei territori di Vignola poi, grazie al nobile ferrarese Uguccione Contrari, diventò una sontuosa dimora riccamente affrescata della stessa famiglia Contrari. Nel 1577 la Rocca passò alla famiglia dei Boncompagni che però la lascio gestire ad un amministratore esterno portandola ad un lento declino. Dall’Ottocento è diventata sede del Municipio e della locale Cassa di Risparmio che l’ ha acquistata definitivamente nel 1965.
Dopo lunghi restauri ora la Rocca di Vignola è pienamente recuperata sia a livello architettonico che pittorico. In diverse sale del piano terra e in alcuni locali del primo piano è possibile ammirare alcuni affreschi databili al XV secolo, commissionati dalle varie famiglie nobili che qui hanno dimorato. La visita all’interno della Rocca prosegue con i panoramici camminamenti di ronda che percorrono l’intero perimetro della fortezza, da dove si può ammirare il delizioso centro di Vignola, le antiche torri, gli alloggi  degli armigeri usati in passato anche come prigioni e le cantine sotterranee. Nella Cappella della Rocca si può ammirare il prezioso ciclo di affreschi tardogotici, che rappresentano le storie di Cristo, attribuiti al Maestro di Vignola ancora sconosciuto pittore emiliano dell’inizio del Quattrocento.

Da diversi anni la Rocca di Vignola è aperta ai visitatori ma è anche sede di eventi culturali prestigiosi quasi a sottolineare la vivacità di una Vignola sempre affascinante ed intrigante.