La Regina nata sotto la Ghirlandina

Maria Beatrice d'Este, regina d'Inghilterra

Durante il periodo in cui Modena fu ducato estense, la città diventò un importante  crocevia anche di affari politici europei. Proprio in questo contesto si deve leggere l’incredibile storia di Maria Beatrice d’Este, figlia del duca Alfonso IV e di Laura Martinozzi.
Maria Beatrice nacque nel Palazzo Ducale di Modena il 5 ottobre del 1658. Complice  una rigida educazione ricevuta presso il vicino monastero della Visitazione, la giovane nobile, forte di una profonda religiosità, appariva votata ad una vita monastica dedita a preghiere e penitenze. La politica o meglio la ragion di Stato non permise tutto questo e per la nostra Maria Beatrice arrivò il trono di regina consorte d’Inghilterra e Scozia. Artefice di tutta questa operazione, il re di Francia Luigi XIV conosciuto anche come il Re Sole, che, appoggiato da papa Clemente X, voleva il ritorno del Cattolicesimo in Inghilterra. Per fare questo decise di fare sposare l’attempato e vedovo  principe cattolico di York, Giacomo di Stuart, erede al trono, con una giovane  donna cattolica e di un casato amico e prestigioso; la scelta cadde proprio su Maria Beatrice da Modena.
A nulla valsero le opposizioni della giovane, in principio sostenute anche dalla madre, le pressioni del papa furono tali che la giovanissima nobile accettò la sua missione, suo malgrado. Le nozze, su procura, avvennero a Modena nel 1673 in un clima privo di festeggiamenti e sfarzo a cui fece seguito la partenza per Parigi e l’arrivo in terra inglese.
Per Maria Beatrice i primi tempi furono davvero difficili, tra continue congiure, maldicenze e tradimenti da parte del marito. Solo ad  incoronazione avvenuta nel 1685 i rapporti migliorarono e la neo regina dal carattere mite si distinse per cultura, fascino e personalità. Il popolo inglese, legato alla religione protestante, però mal sopportava un re cattolico e nel 1688 si ribellò; al re Giacomo II non rimase che la via dell’esilio a St. Germain en Laye presso Parigi.
Nel 1701, alla morte di Giacomo II, Maria Beatrice assunse la reggenza per l’amato figlio Giacomo Francesco, spronandolo a riportare la dinastia Stuart sul trono d’Inghilterra. Da Londra fu proposto il trono al giovane erede, a patto di una sua conversione alla religione protestante; Maria Beatrice e il figlio rifiutarono con sdegno.
Maria Beatrice morì in Francia il 7 maggio 1718 e fu sepolta accanto al marito Giacomo II, ultimo re cattolico d’Inghilterra.
Ricordata dagli inglesi come Mary of Modena, Maria Beatrice è stata una regina dai grandi valori umani; una grande modenese protagonista nella storia d’Europa.

 

 

La Bibbia di Borso d’Este

La Bibbia di Borso d'Este riprodotta dalla Panini

 

L’arrivo della corte Estense da Ferrara, nel 1598, non portò solamente grande  prestigio politico per la città di Modena nuova capitale. La dinastia Estense, per fasto e magnificenza, non aveva nulla da invidiare alle altre corti rinascimentali europee e proprio per questo che arrivarono con essi anche le loro grandi e ricche collezioni d’arte, a cominciare dalla Biblioteca Estense. Questa importante raccolta comprende rari manoscritti, libri miniati e preziosi codici che ancora oggi sorprendono per la loro bellezza e raffinatezza tra i quali la famosa Bibbia di Borso d’Este, riconosciuta come un capolavoro assoluto del Rinascimento italiano.
L’opera, commissionata dal principe Borso, si compone di 1200 pagine in due volumi di pergamena conciata a Bologna e realizzata tra il 1455 e 1461 a Ferrara da i migliori miniaturisti del tempo quali Taddeo Crivelli e Franco dei Russi della scuola ferrarese. Le sue pagine si caratterizzano per una grande ricchezza di immagini splendidamente colorate, decorazioni e cornici di ogni genere che avvolgono il testo in un connubio di assoluta bellezza. Il testo è scritto nel carattere gotico su due colonne dal calligrafo milanese Pietro Paolo Moroni. Da non dimenticare i tanti simbolismi presenti nell’opera completata dalla presenza di numerosi motivi mitologici e araldici strettamente legati alla casata Estense.
Con la fine del dominio estense nel 1859, i volumi seguirono la corte di Francesco V a Vienna. Finita nelle mani di un antiquario parigino, la Bibbia fu acquistata nel 1923 dall’industriale Giovanni Treccani, il padre della famosa enciclopedia italiana, per la somma stratosferica di 5 milioni delle vecchie lire e donata allo Stato Italiano che ne decretò il ritorno a Modena fra tante polemiche e  invidie di Ferrara e Roma che ne reclamavano il possesso. Da allora la Bibbia di Borso d’Este è custodita tra i tesori della Biblioteca Estense proprio come ai fasti di Modena capitale.

Recentemente la Franco Cosimo Panini Editore ha riprodotto in maniera pressoché perfetta questa straordinaria Bibbia in una pregiata edizione a tiratura limitata.

Il Palazzo Ducale di Modena

la facciata di Palazzo Ducale

Nella sua lunga storia Modena raggiunge il massimo splendore nel Seicento diventando capitale dello Stato Estense .
Nel 1598 il duca Cesare trasferì da Ferrara a Modena la residenza della corte Estense, dando così prestigio e benessere alla città geminiana.
Il vecchio castello esistente, le cui origini risalgono al 1288, mal si sposava con le esigenze di una corte raffinata e amante del lusso come quella estense. E’ proprio sull’antico maniero che il nuovo duca Francesco I , nel 1634, inizia la costruzione di una nuova dimora, affidando il compito all’architetto Vigarani prima e a Bartolomeo Avanzini poi .
Il risultato è davvero eccellente con una costruzione dalle caratteristiche barocche importanti che ancora oggi viene ammirata come uno degli esempi italiani più prestigiosi di questo stile particolare.
La sua lunga facciata con corpo centrale sopraelevato e due torrioni alle estremità è imponente; le grandi finestre, decorate da balaustre con statue, danno direttamente su Piazza Roma ora degli Estensi nel cuore del centro cittadino. Dalla porta centrale si accede al Cortile d’onore e quindi al suggestivo Scalone d’onore che conduce direttamente alle eleganti sale della Corte Estense.
Arrivati nei piani superiori ecco il Salone d’Onore con il suo soffitto affrescato nel Settecento dal Franceschini, a seguire altre sale tutte riccamente decorate. Merita una particolare citazione il famoso Salottino d’oro, ovvero lo studio di lavoro del duca Francesco III, che nel 1756 lo fece arredare con pannelli interamente rivestiti di oro zecchino; una ulteriore testimonianza dello sfarzo della corte Estense.
Con la fine del Regno Estense avvenuta nel 1859, con l’abbandono del duca Francesco V , si conclude la storia di Modena capitale e della sua corte dopo tre secoli di splendore, lasciando però in eredità alla città monumenti ed opere di grande valore.
Dal 1947 il Palazzo Ducale è diventato la sede della prestigiosa Accademia Militare dell’esercito italiano.
All’interno del Palazzo Ducale è possibile visitare la preziosa Biblioteca e il Museo storico dell’Accademia con cimeli delle guerre risorgimentali e delle due guerre mondiali.
Ogni anno il Palazzo Ducale ospita la suggestiva cerimonia del giuramento degli allievi ufficiali e alcuni concerti durante il festival delle bande militari che si svolge a Modena nel mese di luglio.