La Porta della Pescheria
Entrati da corso Duomo, percorriamo la piccola ma affascinante via Lanfranco, costeggiando le grandi bianche pareti della Cattedrale, per arrivare alla bellissima Porta della Pescheria, unico accesso sul lato settentrionale del Duomo.
Il suo nome deriva probabilmente dalla vicinanza dell’antico banco per il commercio del pesce in una Modena di epoca medievale.
La Porta della Pescheria è opera della scuola di Wiligelmo ed è stata scolpita indicativamente tra il 1110 e il 1120 circa.
Come per tutto il Duomo, vero e proprio libro di pietra per il popolo analfabeta, anche questa particolare opera è ricca di significati ed allegorie.
Caratteristica comune di tutti i portali del Duomo si notano gli stipiti squadrati, l’architrave che sorregge una lunetta semicircolare e i leoni stilofori simbolici guardiani all’accesso in chiesa.
Varie sono le immagini e le decorazioni che si susseguono tutte associate a moniti eloquenti ben precisi, in particolare notiamo scene riprese dalle antiche favole di Fedro con animali e bestiari in genere. All’interno degli stipiti è possibile ammirare il calendario suddiviso per mesi con i vari lavori stagionali legati alla campagna, indispensabile fonte di sostentamento per l’uomo del tempo.
Particolarmente interessante è il contenuto dell’archivolto dove viene rappresentato il ciclo cavalleresco bretone della storia di re Artù, in particolare la spedizione per salvare la principessa Ginevra. E’ da notare che questa opera raffigura per la prima volta in assoluto l’epopea e il mito arturiano ben prima che questo venga trascritto su carta e diffuso in tutto il mondo occidentale.
Si conferma, ancora una volta, l’importanza della tradizione orale dei pellegrini viaggiatori come forma di diffusione di notizie e leggende nel continente europeo.
La Porte della Pescheria, per i contenuti delle sue rappresentazioni, viene considerata come la porta di ingresso della Cattedrale riservata al popolo.



